Lacrime d’inchiostro.
*Lacrime d’inchiostro*
Nessuna fuga può salvarci da ciò che portiamo dentro. Possiamo correre lontano, possiamo chiudere gli occhi, ma finché non guardiamo in faccia il nostro dolore, sarà lui a condurci per mano.
Conoscete il mito di Edipo?
C’era una volta un ragazzo che credeva di conoscere se stesso. Il suo nome era Edipo e la sua vita iniziò con un grido soffocato tra le montagne, dove il destino lo aveva già marchiato prima ancora che potesse parlare.
I suoi genitori, i sovrani di Tebe, avevano ricevuto una profezia: il loro figlio avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre. E così, nel tentativo disperato di ingannare il destino, trafissero i piedi del neonato e lo affidarono al gelo del monte Citerone, dove un pastore avrebbe dovuto porre fine a tutto.
Ma l’uomo non ebbe cuore. E quel bambino, con i piedi feriti ma il cuore intatto, fu raccolto e portato lontano, a Corinto. Qui fu cresciuto da un re e da una regina che lo amarono come fosse loro, senza mai rivelargli la verità.
Edipo crebbe fiero, intelligente, impulsivo. Ma un giorno, un'ombra si affacciò nella sua mente: “Tu non sei chi credi di essere." Scosso, si rivolse all’oracolo. Ma la risposta che ricevette fu un colpo al petto: *“Ucciderai tuo padre. Sposerai tua madre.”
Sconvolto, Edipo fuggì. Credeva di lasciare Corinto per salvare chi amava. In realtà, stava solo correndo tra le braccia del proprio destino.
Sulla strada per Tebe, a un incrocio, ebbe una lite con uno sconosciuto. Lo uccise. Non sapeva, non poteva sapere, che quell’uomo era suo padre, Laio.
A Tebe trovò una città soffocata dalla paura: una Sfinge uccideva chi non rispondeva ai suoi enigmi. Edipo rispose con astuzia, salvò la città e divenne il suo re. La folla lo osannava. Come premio, ricevette la mano della regina vedova: Giocasta.
E il cerchio si chiuse, silenziosamente.
Passarono gli anni. La peste calò su Tebe come una punizione. Edipo, determinato a salvare il suo popolo, iniziò a scavare nel passato… finché la verità emerse come un coltello.
Tutto si era compiuto.
Giocasta si tolse la vita. Edipo, folle di dolore, si accecò. Non voleva più vedere ciò che non aveva voluto ascoltare. E lasciò Tebe, cieco ma finalmente consapevole, a vagare per il mondo, cercando non redenzione, ma solo un po’ di pace.
Perché vi ho raccontato questo?



Commenti
Posta un commento