Un viaggio lungo un anno.
“ C’era una volta” è spesso l’inizio delle favole. Ora voglio parlarvi della mia. In realtà non è una fiaba ma un viaggio iniziato un anno fa, all’incirca in questo periodo.
Anche la mia storia potrebbe iniziare così.
C’era una volta un uomo che da anni sognava di scrivere qualcosa che potesse trasformare su carta qualcosa di personale. Provai diverse volte in passato, ma avvertivo sempre la sensazione che si trattasse di una splendida e semplice vanità. Se facevo autoanalisi di quello che avevo scritto mi sembravano ogni volta troppo “miseri” i contenuti.
Durante le presentazioni che ho tenuto in questi ultimi mesi una persona per cui nutro una grande stima, parlando del mio percorso, ha citato più volte un concetto. Si può avere dentro il seme della scrittura, ma molto spesso, ci vogliono anni prima che esso possa germogliare. Questo lasso di tempo necessario si chiama vita. Le esperienze che cambiano l’individuo, che arricchiscono di luci e di ombre l’animo umano.
Umilmente posso dire che anche per me è stato così. L’anno scorso, più o meno in questo periodo finivo di scrivere il mio primo romanzo e chiudevo dentro quelle pagine le insoddisfazioni di un periodo che si trascinava da troppo tempo. Con la parola “fine” alla mia storia ne ho posta un’altra, uguale, a quello che ero stato fino a quel momento. Lo spartiacque tra il “prima di me” e l’oggi.
C’era una volta un uomo che aveva timore di aprirsi in pubblico. Lo faceva con la sua famiglia, con i pochi amici di una vita, con le parole scritte ma “parlare” davanti a gente propensa all’ascolto, quello lo terrorizzava.
Domani terrò la quarta presentazione del mio libro e non vedo l’ora. La paura, l’ansia, il timore di essere frainteso, non sono più parte di me. Non in questo contesto per lo meno. Hanno lasciato il posto alla sensazione di naturalezza di essere esattamente “nel posto dove volevo essere”.
Questo è un viaggio di maturazione iniziato tempo fa, con il passaggio dall’adolescenza all’età adulta sicuramente, ma concretizzato pienamente in questo ultimo, meraviglioso ed intenso anno.
Tutto questo lo devo ad una penna cancellabile di mia figlia e ad un taccuino.
A tutti coloro che magari vorrebbero cambiare ma non credono di essere in grado..
A tutti quelli che credono nel valore delle parole ma non conoscono ancora quanto possono essere d’aiuto..
Agli immaturi, agli incompleti, agli insoddisfatti che si guardano al mattino e vedono riflesso qualcosa di più banale di come si sentono..
A tutti questi io dico.. prendete una penna (blu, nera, rossa, fucsia) e un foglio e scrivete. Non fatelo con l’idea di scrivere un prodotto da mostrare a qualcuno o da vendere.
Scrivete qualcosa di “ciclico”. Che nasca da voi e torni a voi.
E dopo vedrete dove siete arrivati.
“Per ogni mia mezz’ora”
https://bookabook.it/libro/per-ogni-mia-mezzora/


Ogni volta che ti leggo, caro Luca, rimango sempre più senza parole!
RispondiEliminaIl canale comunicativo attraverso cui sei riuscito a donare una parte, tra le tante, così bella e profonda di te ti torni indietro tutto il successo che meriti.
Il "rimpallo" tra la realtà e il sogno che caratterizza non solo la trama ma anche la vita di ciascuno di noi, rende il tuo "Per ogni mia mezz'ora" prossimo all'esperienza di ciascuno che lo legge.
Scorrevole, piacevole, non banale né scontato, è un libro, "piccolo" come tu stesso una volta mi hai detto, ma prezioso....una di quelle letture che rimangono nella memoria perché meritano di essere riposte nel cassetto dei ricordi che ognuno ha nel cuore.
Leggere la tua opinione mi ha emozionato. Credo nel potere intimo delle parole.. e quando esse sono così piene di bellezza e significato, rendono il lavoro che ho fatto fin qui ancora più soddisfacente!! Grazie di cuore!🤝
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