Perché poi arriva il momento di guardare avanti..



Ho iniziato a scrivere più o meno un anno fa perché era diventato necessario estrapolare delle emozioni, delle energie negative,  che dovevo in qualche modo indirizzare verso un posto migliore di me. Così, un po’ per caso, ho conosciuto Filippo e Rachele. Zeno e Daniele. I protagonisti della mia storia sono diventati i miei confidenti e io la loro scintilla di vita. Si è creata una sinergia che mi è difficile spiegare in maniera efficace e comprensibile. È come se io e “loro” quotidianamente ci fossimo scambiati, per mesi e solitamente nelle ore più tarde della sera, delle confidenze. Confidenze che son servite ad entrambe le parti per alimentare 
un fuoco comune. Il fuoco dell’entusiasmo. 
Messa la parola fine a questa  “improbabile famiglia”, nata in  “Per ogni mia mezz’ora”, ho praticamente subito avvertito la sensazione di vuoto e smarrimento delle settimane successive. D’altra parte la storia si prestava a proseguire in qualche modo, c’era ancora spazio per scendere in profondità nell’animo e nelle vicende dei protagonisti. Così come ho già solo in parte svelato, ho ripreso la penna e dato alla luce un secondo romanzo. Il titolo non è un segreto. “La memoria dello scoiattolo” è un tempo e uno spazio più maturo, dove però delle risposte non ancora trovate, lasciano al lettore la sensazione che il viaggio non finirà mai. 
              
              
Un anno dopo devo compiere un doveroso sacrificio mio personale. Mentre “Per ogni mia mezz’ora” si avvia finalmente alla pubblicazione e “La memoria” aspetta il suo turno pazientemente nel cassetto, io devo uccidere i miei personaggi. Fa male ed è difficile staccarsi da qualcosa a cui hai dato vita. Però a me piace scrivere. Ed è giusto voltare pagina ..qualcuno diceva che con un libro puoi andare in ogni posto o viaggiare mille vite.
Il primo modo per strapparmi dal mio passato creativo è stato 
cambiare ambientazione. Dalla fredda ed elegante Trieste sono sceso al Sud, in una di quelle regioni che non ho mai visitato e che sicuramente ora vorrò scoprire.
Siamo in Basilicata, la terra brucia e a Treccase non piove mai.

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