La maggior parte di chi mi incontra cosa mi chiede?
PERCHÈ HAI SCRITTO UN LIBRO?
Ho scritto questo libro perché è stata un’esigenza. Sono un fisioterapista da 14 anni ed è un lavoro che ho sempre amato e amo tutt’ora; ma nell’ultimo anno ho iniziato a provare insofferenza. La pandemia, il Covid, alcune scelte aziendali, hanno cambiato il modo di svolgere il mio lavoro; mi sono reso conto che non mi era più possibile farlo nello stesso modo in cui l’avevo sempre fatto, ho avuto la sensazione di un cerchio intorno a me che sentivo stringersi. Cosi ho iniziato ad avvertire un bisogno di evasione, di uscire in qualche modo.
Ho sempre avuto interesse verso la lettura fin da piccolo, il prof.Arata, mio insegnante ai tempi delle scuole superiori, è stato per me uno dei motivi di crescita della mia passione. L’idea di scrivere qualcosa che fosse mio era li da tempo ma mi mancava il coraggio per farlo.
Poi c’è stata una serie di fatti che hanno acceso qualcosa in me; l’incontro con una persona sul lavoro con cui ho passato del tempo e scambiato discorsi interessanti sull’argomento della mia storia. Qualche giorno più tardi vidi una persona fare una cosa per il puro piacere di farla, solo seguendo una sua passione. La sera mi misi a letto ma mi sentivo inquieto, mi restava in testa una domanda: Ma io faccio mai qualcosa solo per me stesso?
Cosi mi alzai, presi una penna e un foglio e inizia a scrivere quello che è l’inizio della mia storia. La sera seguente feci la stessa cosa.
Nella vita andiamo sempre di corsa, abbiamo impegni da concludere, scadenze da rispettare, il nostro ritmo sempre troppo veloce ci impedisce di fermarci a ricordare che esistono cose che sono importanti non perché necessarie, ma perché semplicemente ti fanno sentire bene.
Ad una piccola presentazione che ho tenuto in un locale una lettrice si è avvicinata facendomi i complimenti e mi ha detto una frase bellissima, che ho preso e fatto mia: finchè c’è qualcuno che scrive ci saranno sempre persone che possono dire di essere libere.
Ho sempre visto il mio lavoro come un porto di mare : ogni giorno conosco gente nuova con una storia da raccontare; mi sono caricato sulle spalle chissà quante volte le storie degli altri. Cosi, senza volerlo, mi sono reso conto negli ultimi mesi che era arrivato il momento di proporre io una storia a chi mi stava in ascolto.


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